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Picasso, avendo raggiunto il massimo grado di perfezione
nella tecnica appresa da suo padre, acquistò una grande fiducia in se stesso, al
punto tale, di realizzare, non ancora quattordicenne, una mostra dei suoi lavori
a la Coruna. Durante il periodo barcellonese, l'opera di Picasso ha subito una evoluzione
di notevole importanza ed era più che naturale che Picasso, tenuto conto delle realizzazioni
dei suoi nuovi amici e delle opere che richiamavano all'impressionismo e al postimpressionismo,
cominciasse a liberarsi dalla rigidità accademica per lanciarsi in creazioni di
ben più ampio respiro e di maggior forza espressiva. Agli inizi si avverte un certo
schematismo delle forme e l'uso di un cromatismo più audace e più libero. Non si
può dire che Picasso sia passato attraverso una tappa impressionistica; in realtà,
se adottò la tecnica divisionista non fu affatto con lo scopo di dissociare la luce
e di fissare gli elementi fuggenti della natura. Egli usa forme semplici e colori
puri soprattutto per ottenere una maggiore intensità espressiva. Durante la seconda
guerra mondiale Picasso rimase nella Parigi occupata dai tedeschi. Riuscì inoltre
ad evitare il divieto di realizzare sculture in bronzo, imposto dai nazisti per
economizzare il metallo. Uno dei più famosi lavori di Picasso è "Guernica", tela
dedicata al bombardamento della cittadina basca di Guernica ad opera dei tedeschi,
in cui sono rappresentate la disumanità, la brutalità e la bestialità della guerra.
Quello di Guernica fu infatti il primo bombardamento aereo contro una popolazione
civile inerme. La tela ha un forte significato simbolico: il toro rappresenta la
furia della guerra, il cavallo il popolo ferito, i caduti a terra la sconfitta dell'umanità.
Deformando i volti dei personaggi, le espressioni, riesce a denunciare in modo sconvolgente
la guerra. |